Lo sguardo, l’universo nel quale si è liberi e protetti, anche se alla luce del sole. La forma più sublime di comunicazione di sé; l’unico modo per parlare quando le parole sminuirebbero un’emozione. Quello basso, difficile da concedere anche se voluto; quello limpido con cui si superano le barriere. Lo sguardo falso di chi mente; quello di circostanza che infastidisce; quello rabbioso di chi arde; quello seducente di chi ammalia. Lo sguardo vero che va oltre le parole dette; quello che annulla le distanze; quello che è abbandono di una parte di sé in chi lo accoglie; quello che è scommessa e può cambiare, comunque, tutto per sempre. Lo sguardo profondo che è rivelazione di sé, un mistero da cogliere e svelare, e sempre da guardare.

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