Le mani parlano, ci presentano agli altri dopo i nostri occhi. Le mani segnate dal tempo e quelle che portano un ritmo. Quelle gentili che modellano e comandano l’arte. Quelle impetuose che afferrano; quelle molli che si ritirano; quelle deboli che lasciano sfuggire; quelle fragili che non sanno contenere. Quelle che rendono misterioso un sorriso. Le mani sporche della falsità; quelle che fingono sincerità; quelle che si offrono con onestà. Le mani che si cercano; quelle affamate che avvinghiano. Le mani timide che tremano; quelle nervose che sudano. Quelle chiuse con rabbia in un pugno; quelle aperte in pace. Le mani vuote che chiedono aiuto; quelle egoiste che occultano la propria fortuna. Le mani che ci raccontano chi eravamo e chi siamo diventati.

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