I muri, quelli spessi a cui aggiungiamo mattoni ad ogni ferita. Quelli trasparenti come acqua che distorcono la vista, impedendo agli altri di toccarci. I muri fatti di discorsi celati tra i silenzi. Quelli eretti dall’ignoranza; abbattuti con una stretta di mano. I muri sottili che camuffano mormorii e sospiri; ricchi di brecce da cui sbirciare. Quelli che sembrano barriere, da cui ci si può sporgere a valutare il salto. I muri delle case che proteggono; quelli di sacrifici. Quelli da assottigliare delicatamente per invitare ed entrare. Quelli tanto solidi quanto siamo impotenti e che non sappiamo più abbattere. I muri necessari, indispensabili, esasperati. I muri sui quali scrivere la propria visione e urlare il proprio essere.

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