La notte, quella fatta di sospiri timidi o liberatori; quella ricca di segreti. La notte in cui le voci sussurrano e i silenzi urlano. Quella che nasconde insidie; quella in cui gli animi si donano; quella in cui i sogni si impongono prepotenti. La notte troppo buia in cui ti catapultano i tormenti se la speranza trabocca. Quella in cui si trema e si desidera affamati. La notte senza fine delle ansie e quella troppo breve dell’incontro sublime. La notte in cui ci si sente clandestini; quella in cui ci si sente liberamente se stessi, pronti a svelare la propria essenza a chi ha occhi sensibili e profondi tanto da vedere ciò che la luce accecante confonde nelle fisionomie e nei contorni. La notte poetica che non ha mai fine.

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