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Il mattino è faticoso, sempre. Soprattutto quando la notte è stata tutt’altro che dormiente.

Lei ha mille pensieri, preoccupazioni che le affollano la mente, troppi e fastidiosi, non le fanno nemmeno compagnia costruttiva. L’unica cosa che può aiutarla adesso è inondare le sue papille gustative di un caldo caffè che sappia risvegliare i suoi sensi e darle cinque minuti di tregua tra la notte e il giorno, prima di ricominciare a marciare e lottare verso la prossima battaglia. Sì, perché ogni giorno c’è qualcosa che le chiede di essere affrontato e che pretende le sue forze.

Il caffè le dona energia, la risveglia. E lei non cerca nemmeno di addolcirlo, quel risveglio. Il caffè lo preferisce amaro, e, anche se non ce ne sarebbe bisogno, le piace girarlo con il cucchiaino.

Forse non ci ha mai pensato veramente prima, ma si rende conto che ogni volta che gira il cucchiaino nel caffè lei pensa al mare e ai mulinelli che risucchiano al centro del loro vortice tutti i pensieri negativi, come fossero risucchiati verso il fondo, verso un posto che non si può raggiungere, lasciandola finalmente libera di respirare profondamente nel tempo di quell’aroma.

Tutto si ferma mentre lei solleva il cucchiaino che ha rubato un’ultima goccia e la fa cadere nella tazza. Lei osserva la caduta, sente un nuovo sollievo e beve tutto d’un sorso, con la stessa voracità con cui sente di voler affrontare e rubare tutto ciò che questa giornata può offrirle.

Resta, assopito sul suo palato, il retrogusto di liquirizia, e il risveglio dei sensi. E tutto ha nuovo slancio, nuovo inizio.

a Caterina

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