Il furto. Quello che è sempre perdere qualcosa di sé e ritrovarsi nel vuoto che resta, per una rabbia inconsolabile. Il furto che è violazione del proprio spazio personale e della propria libertà. Quello che è un suggerimento silenzioso, un’idea che si scatena, un nuovo progetto. Il furto che comunque non fa sentire originali e innovativi. Quello predatore che trasforma in abitanti della giungla. Il furto che depreda; che è subire e ci fa sentire indifesi. Il furto del proprio amore, del proprio volere a cui ci si abbandona per favorire la nascita di un nuovo rapporto, di una nuova vita, un nuovo percorso. Il furto che è mozzare, privare, arrecarsi il diritto di togliere da chi ne è vero padrone qualcosa che non ci appartiene.

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