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spillaletturacadediradoLanciamo le nostre Spillaletture cercando una birra da abbinare all’ultima creazione di Caterina Saracino, “La luce giusta cade di rado” edito da Eiffel edizioni. Un romanzo che affronta diverse problematiche impegnative e importanti quali la diversità, l’autismo, l’omosessualità, il tormento dell’animo di individui incompleti o incapaci di esprimere se stessi. (trovate la recensione a questo Link)

Affinché Raffaele, l’esperto, individui una birra adatta, gli racconto la trama e i punti fondamentali su cui Caterina ha incentrato il suo racconto. Gli spiego che il libro è impegnativo e va letto con lentezza, soffermandosi per riflettere sulle problematiche avanzate dall’autrice. È un libro che scuote il lettore, che penetra nel suo animo e non gli permette indifferenza durante la lettura. Non è un libro leggero, pur essendo piacevole, a tratti poetico – è inevitabile con la scrittura di Caterina!

Do qualche minuto a Raffaele per individuare sulla sua dispensa  una birra adatta. Io intanto gusto la Tipopils che mi ha versato, mentre fuori dal locale piove. È mercoledì sera, il natale si avvicina ed è quasi ora di cena. Mentre molti corrono a casa, e pochi entrano nel locale per rilassarsi prima di rincasare, io mi godo l’atmosfera e adoro questa parte del mio lavoro.

Dopo qualche istante, Raffo mi propone come accostamento al libro di Caterina il Lambic, una birra belga molto particolare. Mi spiega che si tratta di una birra con retrogusto acido e caratterizzata da una fermentazione spontanea. “L’ho scelta perché il libro parla di diversità”, dice, “ e credo che la vera diversità si trovi nella spontaneità.  Le persone sono fatte così, è la loro natura, così come questa birra acquisisce il proprio sapore e le proprie caratteristiche dalla fermentazione dei lieviti selvatici, senza forzature, senza ricette particolari, non c’è nulla di studiato, è assolutamente naturale”.

L’abbinamento proposto da Raffaele è perfetto perché nel libro si parla di qualcosa che riguarda l’essere umano senza costruzioni, così come questa birra che nasce senza forzature. Raffo aggiunge che il Lambic è una birra difficile alla bevuta, che non incontra i gusti di tutti, per la sua acidità. Deve essere sorseggiata con lentezza e si presta alla meditazione proprio come il romanzo di Caterina: il palato deve essere abituato lentamente alle note proposte, così come l’animo del lettore deve predisporsi alla lettura del romanzo.

Continuiamo per diverso tempo a chiacchierare di questo libro e del Lambic e Raffaele si accorge di una cosa particolare che ci fa sorridere e rende l’abbinamento assolutamente eccezionale. “In fase di fermentazione della birra”, mi spiega Raffo, “i tini di fermentazione vengono posti vicino a grosse vetrate e per permettere ai lieviti che si trovano nell’aria di cadere naturalmente su di essi a conferire questo particolare sapore alla birra prodotta”, così come nel romanzo di Caterina la luce giusta cade di rado.

Mi sembra quasi che libro e birra, con questo accostamento, acquisiscano un sapore aggiunto alla loro degustazione, e sono tentata dal farmi versare la birra da Raffaele e leggere qualche passo tra un sorso e l’altro.

Potrebbe essere un altro esperimento, che ne dite? Infondo, bisogna verificare l’efficacia dell’unione. Vi terrò aggiornati! Buona birra e buona lettura!

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