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Una donna (quasi) scaduta” è un libro diverso dalle precedenti esperienze letterarie di Tinta. L’autrice pugliese nasce come scrittrice di testi erotici, ma in questo romanzo sceglie di dare alla storia una piega piuttosto sentimentale e ironica.

Sembra di assistere ad una simpatica commedia romantica leggendo questa storia  che racconta le vicende di una donna che si avvicina alla menopausa e affronta con mille dubbi e domande questo passaggio verso una nuova fase della vita.
La protagonista si chiede per quale ragione, con l’avanzare dell’età, gli uomini diventano più affascinanti nella maturità, mentre le donne tendono a ricorrere a ritocchi o comportamenti a volte tristemente ridicoli. La protagonista di Tinta, invece, non accetta di diventare così patetica, non accetta di sentirsi scaduta o di scadere in certi compromessi. Lei sogna ancora l’amore passionale di Lui che non esce mai completamente dalla sua vita, nemmeno quando lei decide di chiuderlo fuori; lei non si arrende, continua a mettersi in gioco alla ricerca dell’amore e continua a sognare accettando il corso del tempo così come lo sente il suo corpo.

Tinta accompagna il lettore in una storia che racconta dei “drammi” che lo scorrere del tempo provoca nelle persone (e nello specifico, in alcune donne) con una voce leggera e veloce. Il suo romanzo è breve, una lettura molto piacevole, seppure con un velo di malinconia, scorre piacevolmente e cattura l’attenzione. Le avventure della protagonista sono tenere e simpatiche, e il lieto fine è il sorriso rappresentativo di tutta la storia narrata.

Un libro che consiglio di non perdere sia per il piacere della lettura, sia per la simpatica capacità di sdrammatizzare di Tinta, sia per conoscere un’altra sfumatura di questa scrittrice.

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