Viene quasi l’impulso di schiacciare “play” sul mangianastri, quando ci si trova tra le mani la raccolta di poesie di Argia Maina, “Il nodo del suono” (‘Round Midnight Edizioni), vista la deliziosa confezione grafica che la ospita: la copertina ritrae il disegno di una musicassetta e il libro va letto in due versi, proprio come lato A e lato B del supporto nostalgicamente richiamato alla memoria.
E così anche le poesie di Argia, onestamente, pur parlando di passato e presente con la stessa intensità, mi hanno riportata ad un tempo puro e semplice, in cui ci si concentrava sulle parole e sul contatto umano. Poesie che raccontano di momenti quotidiani, di stazioni attraversate di passaggio o sconosciuti che incrociano il proprio cammino. Di quella musica che parla di un tempo giovane ma passato. Ma anche poesie più intime e personali, nelle quali la poetessa è riuscita a dare voce a qualcosa a cui mi sono sentita legata, qualcosa da condividere, qualcosa di vissuto e custodito dentro di sé, nella memoria.
Argia osserva il presente e nei suoi versi ne cattura gli attimi con un linguaggio delicato, intessendo versi efficaci nel ritmo, nella musicalità.
Un piacere da leggere come se si ascoltasse bella musica, un po’ in penombra, in intimità, una lettura delicata…

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