La vittima, capro espiatorio, necessario a chi è pieno di sé, scelto per la sua debolezza e arrendevolezza; quella che si sminuisce e, con tante scuse, si lascia frantumare in mille pezzi; quella inconsapevole su cui si riversano le debolezze e i limiti che gli altri non accettano di vedere in se stessi. La vittima perseguitata, torturata, quella che non si libera perché ha paura; quella che non riesce a vedere le proprie forze ma solo le proprie mancanze. La vittima inaspettata. La vittima consapevole perché non crede abbastanza in se stessa e sminuisce il suo valore dinnanzi agli altri. La vittima che è un limite contro il quale si può combattere, una condizione da sconfiggere per ergersi padroni di sé e della propria vita.

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