Noi, angeli di noi stessi che non riusciamo a riconoscere allo specchio il nostro stesso volto, quando le ferite bruciano e faticano a rimarginarsi.
A noi che il dolore ha affievolito il luccichio degli occhi e opacizzato il colore; assottigliato il sorriso e ci impone la lotta anche se siamo esausti.
Noi angeli che cerchiamo prepotentemente di imporre la luce di cui siamo capaci, di cui brillavamo prima della tempesta, e la ricerchiamo rabbiosi nella superficie che ci riflette.
Noi, stringiamo i pugni e urliamo al cielo, grida mute… perché a nessuno, a parte noi stessi, sta a cuore la nostra vittoria.

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