Il circolo vizioso, un vortice nel quale si cade trascinati dagli eventi; un meccanismo a ripetizione che ci vede vittime, talvolta inconsapevoli, talvolta per scelta. Il circolo che è un vizio che prosciuga dalle energie e rende aridi; che risucchia verso il fondo e lascia soli e disorientati. Il circolo che è un abbraccio dal quale ci si vuole far coccolare, perché richiede meno energie di quelle necessarie a reagire. Il circolo che ha spesso un nome, un volto, e funziona come un tamburo che batte ritmicamente; come un fischio lieve che disturba fino a impazzire. Il circolo che è un vizio che dipende dall’influenza degli altri; o che diventa un rituale personale che non si vuole modificare. Ma che in ogni caso è una gabbia da cui si può uscire rompendo il ritmo, un balzo di lato per atterrare e scoprire nuova forza.

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