Gli slanci incoscienti, tentativi eccitanti fatti per rubare linfa dalla vita. Slanci frenati per paura e autodifesa. Slanci accennati, spontanei, quelli che arrivano a spiazzare e disegnare sorrisi stupiti; quelli che spiazzano rompendo gli argini, crepando le superfici. Slanci dimenticati, quelli che emozionano e di cui si è perso il ricordo; quelli che si susseguono e fanno sentire un po’ come bambini stupiti dal mondo. Gli slanci in un bacio rubato, in un abbraccio cercato, inseguito e catturato. Gli slanci tuffati ad occhi chiusi quasi a non voler vedere dove si sta andando; quelli a fiato sospeso, quasi che con quel salto si possa soffocare. Perché, infondo, slanci così fanno sentire un po’ come rinascere.

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