…E poi c’è il mare che viene a farmi visita nei sogni
con il suo abito scuro e il tessuto liscio che si stende, in apparenza innocuo, dinnanzi al mio sguardo
E poi si affaccia d’improvviso all’ingresso della mia casa, senza attendere che io apra la porta
E si alza, imponente, al di sopra di ogni barriera, facendo crescere anche la mia paura,
nonostante l’apparente sorriso che mi orna il viso
Sono incredula e confusa
e immobile arretro
senza togliere lo sguardo da lui
che torna nei miei sogni, notte dopo notte, ad imporre la sua potenza
a scuotere i miei sensi proprio quando giaccio inerme e indifesa, nel regno di Morfeo
E mi risveglio confusa nella immobile luce del mattino
quella che resta sospesa sul manto del cielo
un azzurro-grigio quasi freddo
e resta così’ fino a che le ore non si distendono e puliscono tutto quel ghiaccio
per fare spazio ad un nuovo sole
Mentre dentro me resta l’eco di un sogno confuso
nel quale il mio mare mi ha ammaliata e poi raggirata
imponendo il suo volere sulla mia calma

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