Ci sono luoghi dai quali non si può fuggire
Si trovano dentro di te e ti incatenano, attraverso i ricordi, alle sensazioni
Ti spingono verso l’interno ogni volta che provi ad avvicinarti ad una breccia per prendere aria
Sono come case buie, vecchie e decadenti dove albergano tormenti
e quegli stessi tormenti ti assaliscono, ti colpiscono e feriscono ancora
Credi di non avere più sangue da versare
e invece ti trovi le mani sporche e il viso ricoperto di fiumi rossi
E più il sangue score, più accendi vivo in te e su te il ricordo di ciò che ti ferisce
il luogo che ti incatena a sé

Ci sono luoghi che hanno volti e hanno mani
Ci sono luoghi che hanno occhi e talvolta hanno smesso di guardarti
eppure senti ancora quello sguardo fissarti e non riesci o non vuoi liberarti di quelle catene

Ci sono luoghi che non riesci ad abbandonare perché dentro te ci vorresti tornare
con quello stesso sole di primavera con cui li hai scoperti la prima volta
luoghi che hanno ancora qualcosa da darti
Mentre tu dovresti solo smettere di tentare fughe poco convinte
Sederti e aspettare…

Mollerai la presa un giorno
e quella casa che ti imprigiona adesso un giorno si sgretolerà attorno a te
E te ne accorgerai quando il sole tornerà a far lacrimare i tuoi occhi
e l’ossigeno a purificare i tuoi polmoni

Ci sono luoghi dai quali non si può fuggire ma di cui ci si può liberare solo dopo averli accettati dentro di noi, per quello che sono

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