Seduta di fronte a quel mare che in passato si è saputo prendere cura di me
Lascio scorrere le immagini che mi restituisce la musica che ascolto
Il presente si mescola a ciò che non ho ancora vissuto, ciò verso cui il pensiero mi spinge, come se fosse lì in attesa di essere afferrato
Stanca la mente, stanco il mio corpo
Non aspetto il domani con nessuna volontà
Ma ascolto
Ascolto il dentro
Ascolto il mio io
Sembra essere seduto sul bordo di un cratere, pronto a tuffarsi nella lava, farsi magma ed eruttare con una incontrollabile esplosione di emozioni
Trattiene un urlo che non sa come venir fuori, ormai non sa più quali parole pronunciare
E nel silenzio – che non è silenzio – di questo momento di stasi – che non è stasi – cerca il punto che lo unisce al mare di questo luogo
Il mare che mi ha saputo curare
Il mare che mi ha insegnato ad ascoltare il guerriero che è in me
Il coraggioso guerriero che ha ridestato la mia fiducia e rassicurato i miei passi
Quei passi che in passato mi hanno tirata fuori dal buio
Quel bagno di bellezza nel quale ho saputo risvegliarmi e riscoprire il fanciullesco stupore di cui sono capace
Le luna mi osserva crescente, alta sul mio capo
Nel cielo i gabbiano volano e il mare parla attraverso le sue onde del blu che insegue il tramonto
Scrivo e il mio animo riposa
Ascolto e si placa l’agitazione che ho dentro
Sarà solo un momento
Qui e adesso
Dove c’è la vita
Riposo in riva al mare
Ancora qualche minuto prima di rialzarmi
Prima di ricominciare

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