L’isolamento nel quale solo a volte ci si può ascoltare e comprendere. L’isolamento al quale ci si deve affidare per guarire alcune ferite; quello necessario per trovare la pace dalle corse e dai trambusti quotidiani; quello che contiene l’ossigeno per ricaricarsi e sentirsi forti di nuovo per affrontare tutto. L’isolamento che è come chiudere gli occhi e ascoltare la poetica melodia di un prato vasto e verde, che fa riconciliare con il mondo e prima di tutto con il proprio animo. Quello nel quale ci costringono le incomprensioni e le delusioni, che ci fa sentire maltrattati e sottovalutati. Quello nel quale ci sentiamo impotenti perché travolti da tanti problemi più grandi di noi. Quelli forgiato dal pregiudizio e dalle maldicenze. Quello che insegna a prendersi cura delle proprie ferite e a costruire armature che ci difendano dalle inutilità del mondo.

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