Il piedistallo, dall’alto del quale è facile dimenticare le proprie origini e sentirsi superiori agli altri. Il piedistallo sul quale ti pongono gli altri costringendoti ad indossare una maschera ed essere quello che non sei. Il piedistallo sul quale sali dopo una scalata estenuante; quello che conquisti dopo esserti distinto con le tue capacità, il tuo talento. Il piedistallo che ti distacca dagli altri e dal quale decidi di scendere quando capisci che non c’è alcun vantaggio reale a starvi sopra. Il piedistallo che non prevede spazio per due o più persone e che a volte  riserva solo tanta solitudine. Il piedistallo che allontana le persone con la presunzione. Quello di una vittoria, e quello desiderato nella sconfitta. Il piedistallo che a volte può essere uno sprone, a volte la realizzazione dei propri limiti e delle proprie forze.

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