Il monologo. Quel lungo intenso e discorso che teniamo con noi stessi e che ci costringe a guardarci allo specchio senza filtri, accettando talvolta quello che non ci piace. Il monologo che lascia le parole vagare nell’aria e il messaggio perdersi a metà strada tra chi lo pronuncia e chi non vuole accoglierlo. Il monologo che è una voce interiore, ed è richiesta di ascolto. Quello a se stessi, sussurrato, scritto, urlato allo specchio per spronarsi a voltare pagina; quello con cui ti scongiuro accettazione. Il monologo agli altri che ci presenta con i nostri impeti e la nostra essenza. Il monologo che è una presentazione di sé, l’offerta all’altro, l’accoglienza dell’altro. Quello che racconta e quello che denuncia. E quello che ti smuove qualcosa dentro conducendoti ancora un po’ più vicino a me e alla mia causa.

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