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Infanzie interrotte, stravolte, troncate, e le conseguenze che si manifestano nell’animo di chi resta.
Ragazzine scomparse, presentate quasi come fossero persone di serie A o serie B, degne o meno di una risposta, di una motivazione alla loro memoria cancellata (da chi?).
La Locride, uno scenario che si veste di mistero.

Il romanzo di Anton Francesco Milicia, “Hic sunt leones“, nuova pubblicazione della neonata Le Mezzelane Casa Editrice è una storia che non mette limiti all’orrore. Un romanzo che apre le porte al personaggio che Milicia ha già descritto in altri suoi testi, il Fabbro.
L’intrigo, che nelle prime pagine lascia spazio alla descrizione veloce delle vicende che hanno portato il protagonista al momento in cui l’autore intende soffermare l’attenzione e raccontare la storia, è ricca di segnali, disseminati come briciole allettanti nei vari capitoli che alimentano in un crescendo la suspance, in attesa di giungere alla rivelazione.

Milicia racconta di un luogo malato, senza speranze, dove tutti nascondono, dietro le maschere dell’apparenza e del ruolo affidatogli dalla società, una personalità malata. L’autore costruisce un intrigo partendo dal vuoto imposto al protagonista da un motivo che non trova risposta; e la ricerca di quella risposta è un tormento che attanaglia la mente di Marco.

Il ritmo subisce una improvvisa accelerazione spingendo il lettore in un vortice. Ammetto che questo mi ha un po’ confusa: nel romanzo, Milicia presenta due carnefici, diversi ma contemporanei nello svolgersi degli eventi (Chi è il Fantasma? Chi il Fabbro? E chi ha rapito Anna?), entrambi possibili colpevoli, entrambi spietati, perversi, spaventosi. Ma anche affascinanti.
Nessuno resta al sicuro, nessuno resta a lungo immune da questo orrore, e un animo tormentato come quello di un fratello diventato d’improvviso figlio unico, è preda facile da forgiare e avvinghiare al fascino dell’orrore.

Tanti risvolti si nascondono tra le pagine del romanzo, forse troppi leoni che rischiano di esagerare il corso della narrazione, ma che hanno il pregio di alimentare la suspense e incollare il lettore alle pagine. Il romanzo, ad un certo punto, diventa una lotta tra carnefici, e le vittime restano quasi in secondo piano.
È così, in questo contesto, che sorge il Fabbro con il suo disegno. E mi domando, che ne sarà di Marco, il protagonista di questa vicenda?

Interessanti sono i riferimenti archeologici e storici che lasciano informazioni sulla terra descritta dall’autore.
Un volume comunque interessante per gli amanti del genere e per chi ha il coraggio di incrociare la strada del Fabbro.

Per seguire Anton Francesco Milicia https://www.facebook.com/antonio.milicia.96?fref=ts
Per l’acquisto del libro http://lemezzelane.altervista.org/catalogo.html

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