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C’è un gioco che coinvolge due persone, le trasforma in amanti, individui che si fondono in uno, mescolando i loro fiati, i loro corpi, i loro umori. È un gioco dove ci si dà senza la pretesa di vincere, ma che a volte è crudele perché lascia sul campo vittime.

È un gioco che, quando è intenso, lascia cicatrici profonde che si riaccendono ad un solo sguardo. Se le parti in campo non sono ad un livello comune, una di esse finirà per perire. C’è chi ama e perde, c’è chi è indifferente e vince. E le ferite si percepiscono tutte nella voce narrante.

Tinta, con questa sua nuova raccolta di racconti erotici, “La fine dei giochi” (edito da Lettere Animate) esplora uno degli aspetti più crudi di una relazione passionale: quello in cui la storia finisce e arriva il momento di affrontare le conseguenze.

Nella raccolta, l’autrice ci presenta diversi racconti raggruppati in quattro categorie di giochi (il gioco della morra, la trottola, l’impiccato, il solitario) che diventano metafora per descrivere i possibili risvolti di un amore finito (troppo spesso male). In queste pagine non sono risparmiati rabbia e rammarico; non si fanno sconti nemmeno sul desiderio che si riscopre caldo e pulsante anche dopo lo scambio fugace di uno sguardo. E il tutto con tangibili emozioni che il lettore percepisce quasi fosse materia tra le mani.

Tinta ci mette di fronte alla cruda realtà della passione che è gioco crudele tra chi vuole troncare ma non sa come farlo e chi non sa accettare l’inevitabile fine di un percorso. Lei ha l’abilità di suscitare le stesse emozioni dei suoi personaggi ai lettori; di raccontare un dramma che nel gioco della passione mieterà almeno una vittima. E l’intensità con cui fa parlare i suoi protagonisti, li rende vivi, verosimili, vicini a noi. Essi ci invitano a seguirli in una stanza d’albergo; a passeggiare tra gli scaffali di un negozio; a piangere per liberarsi da quel tormento.

A volte il gioco è il tentativo di ricreare un passato lontano come fosse una cerimonia di commiato, ma esso, sempre tra gli amanti, non è mai divertimento. Tinta ci ricorda che quando ci si siede a questo tavolo, ogni incontro, ogni gara assume un sapore amaro che il lettore percepisce sulle sue stesse labbra grazie alle sue abilità narrative.
L’autrice mescola la descrizione di sensazioni passionali ed eccitanti al dolore, alla frustrazione propria di una storia d’amore che si conclude e che lascia sempre una vittima sul campo di gioco. Gli amanti che gareggiano tra queste pagine esplodono in un urlo che il lettore sente fino alle ossa. Per questo è un libro intenso, una lettura dei sensi che provoca un dolore che si mescola al piacere (come per molte relazioni passionali, belle perché impossibili). La passione chiede sempre un pegno in cambio, ma questa raccolta è un piacere per gli amanti della letteratura.
La penna di Tinta è sempre un piacere da leggere, perché capace di creare una comunione di emozioni tra noi lettori e lei.

Per seguire Tinta
https://www.facebook.com/tinta.scrittrice oppure https://tintascrittrice.wordpress.com/2010/10/
Per acquistare il libro http://www.lafeltrinelli.it/libri/tinta/fine-giochi/9788868828325

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