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La Gorilla Sapiens sembra avere un gusto particolare per autori che descrivono la realtà in modo surreale. E come non essere d’accordo, visto che tutto ciò rende più saporito e variegato il gusto dei racconti, che poi è il gusto della vita.
Accade questo anche tra le pagine della prima raccolta di racconti di Anna Giurickovic.

L’autrice ha presentato recentemente il suo primo romanzo “La figlia femmina” edito dalla Fazi Editori, ma noi oggi vogliamo parlare di “Se mi distraggo perdo“, raccolta pubblicata nel 2013, proprio dalla Gorilla Sapiens.

Una raccolta di 14 racconti dalla narrazione incalzante (come avverte la quarta di copertina), dall’atmosfera malinconica ma veloce, per raccontare tante sfaccettature della vita attraverso i suoi personaggi.

Con la sua scrittura, le ambientazioni a volte lontane, a volte contemporanee, la sensibilità che dedica alla caratterizzazione dei suoi personaggi, Anna dimostra tanta maturità artistica e profonda empatia.
Bellissimo il susseguirsi delle immagini descritte come fossero vive e autonome. Bellissima la poetica musicalità dei testi che fa bene al lettore, soprattutto quello più romantico.

Le storie di Anna raccontano atmosfere che hanno il sapore di altri tempi, un intento che è espresso in modo efficace.
Storie di strada, di un oggi che ha il sapore di un ieri molto lontano. Storie che hanno il calore e la passione talvolta ignorante del Sud. Storie che non hanno luogo. Storie che sono di ogni dove.
Storie border-line. Al limite. Colpi di scena. Immagini e metafore che dipingono stati d’animo, che descrivono vite o attimi di esse, li spiegano e nell’assurdo tutto sembra più plausibile.
Questi racconti sembrano tutti pronti per essere recitati ad alta voce, come monologhi raccontati sul palco di un teatro buio, illuminato solo da un faro. Senza scenografia ornamenti di sorta, basterebbe la voce a metterli in scena. Monologhi intensi nei quali chi li enuncia ha in sé tutta la forza e la potenza di quello che vuole raccontare l’autrice.

Le storie narrano anche di una mancanza, un senso di incompletezza e di perdita. Chi racconta, parla di un vuoto che po’ scatenare azioni, sentimenti, catene di eventi e pensieri. Nella maggior parte abbiamo donne come protagoniste, ma l’autrice riesce a rendere in modo convincente ed efficace anche lo stato d’animo maschile.

Anna sembra parlare di un tipo di persona o di un luogo specifici, e poi nel racconto successivo fa crollare queste condizioni raccontando di luoghi e persone dal sapore universale. Racconta storie di disagio, problematiche che marciscono la vita e l’animo delle persone. Abusi subiti, abusi inflitti volontariamente e autoinflitti. Follie e raptus che assalgono persone apparentemente normali ma che nascondono segreti.
Ecco, forse, che in maniera estrema Anna ci dice ad alta voce e senza paura che tutti nascondiamo dei segreti, che sotto la superficie, sotto la pelle le persone custodiscono ferite e segni che si porteranno dentro per sempre.

La scrittura di Anna è molto intensa, si imprime nel lettore con le sue parole. Una lettura incalzante che richiede, tuttavia, una pausa tra un racconto e l’altro per assorbire tutta la passione che lei vi riversa.
Senza dubbio questa autrice ha molto talento e leggerla è un piacere.

Per info e acquisto http: Se mi distraggo perdo
oppure //www.gorillasapiensedizioni.com/libri/se-mi-distraggo-perdo

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