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Il treno

La Mezzelane Casa Editrice ci presenta per la sua collana Comodia un testo teatrale dalle sfaccettature sorprendenti. “Il treno del successo” di Alberto di Girolamo, si presenta all’apparenza come un testo quasi comico, ma si rivela drammatico.

Il confronto tra tre personaggi che sognano il successo in arte e non si arrendono nonostante l’età, può sembrare agli occhi di chi non conosce la trama, il gioco di tre testardi sognatori che non si danno per vinti.

Tre punti di vista diversi, tre diverse esperienze. C’è chi ha più fiducia perché ha avuto più fortuna; chi invece ha bisogno di essere elogiato per credere ancora nelle proprie capacità; chi vive con sofferenza il proprio talento e invece di impegnarsi per farlo esplodere si distrugge con l’alcool.

Il tono è inizialmente ironico e allegro, veloce proprio per il susseguirsi di scene teatrali. Il tutto nella speranza e nell’attesa che passi il treno del successo.

Ma non tutto è come sembra. Il primo atto, infatti, si conclude rivelando subito un segreto che inizia a mostrarci la vera natura dei personaggi, e nel nostro caso, del personaggio protagonista, di colui che decanta tanto la fiducia verso il futuro arrivo del treno del successo, poiché reduce da una fortuna che scopriamo essere frutto di una situazione costruita. Egli non ha fatto altro che approfittatore di una situazione da cui ricava vantaggio a discapito di qualcun altro.

Una situazione che può avere qualcosa di simpatico, ma che allo stesso tempo può suscitare molte riflessioni sulla natura umana e l’arrivismo.

Il protagonista, inoltre, è talmente accecato dal desiderio di fare successo come scrittore da non far caso agli intrighi di cui è vittima egli stesso, e che accadono sotto il suo naso.

Almeno così sembra all’apparenza.

È tutto un gioco di distrazioni. Ognuno dei personaggi sembra essere totalmente preso dai propri interessi da non preoccuparsi di ciò che accade o combinano i propri familiari, né cosa questi possono nascondere.

Quello che si scopre è che, in un modo o nell’altro, tutti sono arrivisti: chi per la fama, chi per amore, chi per prestigio, chi per denaro. E sono sempre persone che non sentono il peso dei problemi della quotidianità.

Il treno del successo sembra essere uno specchietto per le allodole, un’illusione che distrae dalla cruda realtà, quella di dover ammettere che la propria vita è misera.

Il treno del successo diventa metafora di ossessione di chi si ostina ad inseguire un’illusione pur di non fare i conti con una realtà costruita sulla menzogna.

L’insoddisfazione di una vita vissuta sperando di continuo che cambi per diventare ciò che non potrà mai essere. Ed è inutile illudersi, cercare di essere ciò che non si è, andare contro la propria natura rinnegando se stessi. Il vero successo, allora, è accettare la propria mediocrità e vivere nella semplicità, cambiare con coraggio le cose che fanno marcire il nostro animo invece di imputare ad altri il motivo del nostro dispiacere.

Quanti tra voi lettori si sono trovati vicini o nel pieno di una situazione simile?
E i nostri protagonisti, capiranno davvero questa lezione?

È un’escalation di evoluzioni che porta ad un finale drammatico per raccontare la mediocrità di chi non ha il coraggio di afferrare la propria vita esserne padrone e disegnarla a proprio piacimento.

Pensate di avere il coraggio di guardare in faccia la realtà e la verità a cui vi sottopone questo libro?
Vi sfido!

Per info su libro e autore: http://www.lemezzelane.altervista.org/alberto-di-girolamo.html

Per l’acquisto

Il treno del successo. Ediz. integrale

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