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mineviandanti

Les flâneurs edizioni propone tra le sue pubblicazioni di quest’anno #mineviandanti sull’Appia antica, della fotogiornalista Valentina Barile: un viaggio reportage sulla via Appia Antica intrapreso da Valentina e la sua amica Federica, in compagnia dell’immancabile libro “Appia” di Paolo Rumiz.

La prefazione del maestro, e l’introduzione di Valentina già si presentano come segnali accattivanti che preannunciano un’avventura interessante, e il primo capitolo ci fa subito salire in macchina e partire.

Quello proposto da Valentina è un viaggio alla ricerca del contatto umano e delle tracce della storia di questo cammino; di quanto siano state influenzate le persone che hanno vissuto e si sono avvicendate ai margini della via Appia; di ricerca di una dimensione quasi romantica che ci rimanda all’incontro tra ciò che è passato, il presente vissuto e la prospettiva futura.

Il viaggio –  e di viaggi se ne possono fare di tanti tipi: entrando a contatto con le persone o vedendo i luoghi sono tra quelli più frequenti ma anche più sottovalutati – non è fatto nel comfort di un’automobile super moderna o con l’ausilio dei mezzi di trasporto nazionali. La scelta ricade sulla Fiesta zero comfort di Valentina come per avere già da questo la sensazione di un tuffo indietro nel passato.

La nostra, insieme alla sua amica Federica, si mette dunque in viaggio sulla Appia Antica seguendo le indicazioni del libro di Rumiz, dalla sua esperienza fatta a piedi lungo la via Appia. Un’esperienza diversa che però ha ispirato il viaggio intrapreso dall’autrice.

Il lavoro di Valentina si concentra molto sugli incontri fatti e le sensazioni che questi suscitano nell’autrice; sulle emozioni che inevitabilmente si scatenano nell’animo delle due viaggiatrici e che pesano sulla loro convivenza durante questa avventura. Sono molti i passaggi che Valentina spende per esprimere disappunto riguardo alcune situazioni, e tante quelle che dedica alla poesia di un viaggio selvaggio e alla magia di un panorama lontano dal relax di un viaggio moderno.

Nella prima parte, il momento che mi è piaciuto più di tutti è l’arrivo a Capua, la visita all’anfiteatro e al Mitreo e il successivo passaggio a Benevento. Forse perché queste sono tutte zone che conosco molto bene e  ho potuto visualizzare con chiarezza mentre lei le descriveva.

Ho avuto l’impressione che il libro partisse con lentezza, per poi esplodere nella seconda parte, catturando l’attenzione, diventando più interessante. Qui Valentina mi conquista, facendomi affezionare ai personaggi, alla vicenda e al viaggio. Anche la sua scrittura diventa più carica di impressioni: mi permette di vedere con i suoi occhi ciò che nella prima parte del libro non riuscivo a fare con facilità.

Quello che vuole raccontare Valentina, quello che lei rivede nella via Appia, è un’anima vera e propria che non è fatta solo dei luoghi ma anche di persone e quindi di sensazioni. Queste si appiccicano alla pelle delle due ragazze, penetrano fino in fondo provocando finanche ostilità, silenzio, disappunto. Non è infatti un viaggio facile quello che descrive Valentina, non è sempre tutto rosa e fiori, sia per la difficoltà di una convivenza tra amiche durante un viaggio difficile e privo di comodità, sia per le sorprese e gli imprevisti che costellano il cammino, e che avvicinano molto l’avventura alla quotidianità della vita reale.

Valentina vuole descrivere la vera e propria anima di questo percorso antico e tutto ciò che esso ha assorbito nel tempo e le ha trasmesso, passando da fasi di critica, ad esempio, verso l’inospitalità riscontrata in certe situazioni, e la magia di altri incontri. Passaggi talvolta così repentini che inizialmente mi avevano un po’ disorientata, ma che poi ho trovato funzionali e coerenti con il messaggio del testo: la vita reale è un viaggio che non si fa in un’unica direzione e non suscita una sola emozione. Bisogna essere obiettivi e ammettere che la bellezza sta proprio nella varietà di sfumature che si possono ammirare e sperimentare tutte in contemporanea in una stessa immagine.

E così si giunge alla parte finale del viaggio con una immedesimazione tale da voler caricare lo zaino in spalla e partire, ve lo assicuro!

Credo fosse questo l’intento di Valentina, non soltanto un omaggio ad una delle strade più antiche del mondo ma anche e soprattutto la voglia di trasmettere la ricchezza che può ottenersi nello spostamento, nel movimento e nel viaggio.

Per informazioni sull’autrice http://www.valentinabarile.it/

Per l’acquisto del libro mineviandanti. Sull’Appia Antica

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