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La vita raccontata da Roberto D’Alessio nel suo romanzo “La vita a morsi“, edito per la Stranamore Editore, è letteralmente una vita presa a morsi dal protagonista, Francesco, che in una storia assurda e surreale si appropria dell’identità di un’altra persona – un suo omonimo – e la azzanna, la gusta entrando come protagonista a farne parte.

Sin dalle prime pagine ci troviamo di fronte ad una storia totalmente assurda e confusionaria, che proprio per questo tiene il lettore incollato alle pagine.

L’autore sceglie un tono che non ha nulla di serioso, e ciò rende il ritmo della lettura molto veloce. Il lettore è inevitabilmente incuriosito dalla vicenda, e inizia a sospettare quali possano essere le ragioni che muovono il comportamento del protagonista.

L’incipit ci lancia direttamente nel pieno, mostrandoci la scena in cui il protagonista si risveglia a casa sua e trova un cadavere seduto sulla poltrona nel suo soggiorno. Non conosce questa persona e non sa come questa sia arrivata lì. Non si preoccupa nemmeno di scoprire come ciò sia avvenuto, ma qualcosa lo spinge ad occultare il cadavere. L’occultamento è una delle scelte più assurde che fa il protagonista, perché non si limita a distruggere il corpo ma decide addirittura di mangiarlo. Non sappiamo per quale ragione decida di agire in questo modo, ma personalmente col procedere della storia ho iniziato a pensare che la scelta di ingerirlo fosse solo un modo metafisico per spiegare qualcosa di più profondo che riguarda il protagonista.

La situazione descritta diventa, pagina dopo pagina, più ingarbugliata. Sono i ragionamenti del protagonista a farsi più complessi, perché mentre assume e fa propria la personalità dell’uomo morto, il nostro protagonista ne acquisisce la vita e ne diventa protagonista. È come se avesse una seconda opportunità, ma nel procedere in questo processo dimentica chi è stato prima di incontrare il cadavere sulla sua poltrona.

Mi viene da pensare che non ci sia mai stato uno scambio, e che quindi il protagonista soffre di qualche disturbo mentale che lo porta a fingersi qualcun altro.

Quello che è divertente nel ritmo di questo libro è che, nell’immergersi totalmente nella vita dell’altro, il protagonista si trova a fare tutta una serie di scoperte che si presentano come dei veri e propri misteri da sbrogliare. Per questo il lettore si trova a leggere un libro che a tratti è un giallo, a tratti è un’analisi introspettiva con tanto di vere e proprie riflessioni e domande che lo stesso lettore può porre a se stesso, a tratti si trova di fronte ad un libro pulp. Non riesco quindi a classificare realmente il lavoro di Roberto D’Alessio.

Mentre voltiamo le pagine, il protagonista sembra aver capito, da tutti i ragionamenti a cui ha sottoposto la sua mente, di essere un clone, perché in effetti con l’avanzare della storia ci rendiamo conto che si perdono totalmente i legami con il presunto personaggio che è all’inizio del libro, quello che è prima di assumere la personalità e la vita dell’uomo trovato sulla poltrona. I ragionamenti lo portano a considerare l’eventualità di un complotto della Chiesa e della scienza per manipolare la genetica e creare dei cloni, di cui lui sarebbe un esemplare.

Un mistero così ingarbugliato che nemmeno lui sa come risolvere. Solo uno dei suoi zii potrebbe aiutarlo in questo, ma prima della fine del libro muore. E il nostro protagonista si ritrova ad assumere totalmente la vita dell’uomo morto e a scoprire di piacere questo nuovo ruolo. Almeno fino all’ultimo capitolo. Quando tutto sembra ormai risolto, il punto interrogativo si ripresenta lasciando il lettore con un sorriso ironico sulle labbra.

Credo che il libro di Roberto non sia un libro facile da scrivere, e sia ricco comunque di spunti di riflessione sulla natura umana, sulla morale umana e sulle possibilità, sul valore che l’uomo dà alla vita e tutto quello che fa.

In effetti il nostro protagonista sin dalle prime pagine mostra di non avere morale, di non avere limiti, mostra di avere molti dubbi su tutta la sua esistenza e anche sul valore e sull’essenza della vita umana. Ma il tono che Roberto ha scelto rende la lettura veloce e piacevole, interessante.

È un libro che si legge in pochi giorni perché la curiosità è tanta. E nonostante il susseguirsi veloce dello sviluppo delle vicende si può dire che ci troviamo di fronte ad un libro da leggere.

Per informazioni sull’autore https://www.facebook.com/roberto.dalessio.90?lst=716678250%3A1510418864%3A1500898678

Per l’acquisto La vita a morsi

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