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Buongiorno amici,

quest’oggi risponde alle nostre domande a bruciapelo il poeta casertano Allan Corsano, autore della silloge “Fiori d’asfalto ed altre solitudini” edito da ‘roundmidnight edizioni.

Un luogo, una melodia, un momento della giornata, una persona: chi è la tua musa?

Ognuna di queste cose singolarmente e tutte insieme. Ci sono luoghi in grado di evocare una qualche risonanza emotiva immediata: la banchina lungo i binari del treno di una piccola stazione o lo stazionamento degli autobus di città (a me che piacciono i luoghi d’attesa). Vale lo stesso per la musica, che ha avuto un ruolo centrale nel definire il ritmo di questi testi nella fase di scrittura e continua ad averlo nei reading musicali di presentazione del libro, allestiti con un gruppo di amici musicisti. Un momento della giornata, una persona e aggiungerei anche un oggetto o una situazione, sono tutti elementi che si prestano ad essere dei “correlativi oggettivi” che concatenati permettono di definire un sentimento.

Cosa provi fisicamente durante il processo creativo, dal momento in cui nasce l’idea, al momento della stesura?

Una sensazione di apnea, un’apnea della coscienza, in cui parole e immagini prendono il sopravvento sul consueto svolgersi del pensiero, ed a volte accade di riemergerne con un verso.

La passione per la scrittura è più un dono o una maledizione?

Lo scrivere per comunicare i propri sentimenti è un’esigenza che accomuna tutti gli esseri umani che si tratti di una poesia, intesa in senso stretto, o di un post su facebook. De Andrè, citando Croce, diceva che fino ai 18 anni tutti scrivono poesie mentre dopo i 18 anni continuano a farlo solo i poeti e i cretini. Mettiamola così, nel primo caso,    non so se si tratti di un dono ma nel secondo è di sicuro una maledizione.

Per informazioni sull’autore http://www.roundmidnightedizioni.it/book/fiori-dasfalto-ed-solitudini/

Per acquisto Fiori d’asfalto ed altre solitudini

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