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Buongiorno amici lettori,

oggi risponde per noi a bruciapelo il poeta Diego Caiazzo, autori della silloge “La via lattea” edito da Lupi Editore.

Un luogo, una melodia, un momento della giornata, una persona: chi è la tua musa?

Posso trarre ispirazione da ognuna di queste cose ed anche altre. Direi che la vita nella sua totalità può essere considerata la mia musa. Per me in qualunque momento può esserci spazio per la poesia, un incontro con una persona può portarmi a scrivere delle riflessioni che poi metto in versi, oppure una canzone mi può ispirare dei ricordi, antichi stati d’animo che riaffiorano, così anche luoghi che mi capita di visitare. Tutto può essere detto in poesia, non esiste per me argomento impoetico. Sta alla capacità di comunicazione del poeta riuscire ad entrare in sintonia col lettore.

Cosa provi fisicamente durante il processo creativo, dal momento in cui nasce l’idea, al momento della stesura?

Questa è una domanda interessante. Effettivamente scrivere dà delle sensazioni forti. Forse c’è chi pensa che dato che si scrive stando seduti si tratti di un’attività comoda e rilassante, ma non è così. L’adrenalina va a mille e più si è convinti di quello che si sta scrivendo, più la tensione aumenta, ma si tratta di tensione positiva. Insomma scrivere fa bene (almeno a me…). La produzione di idee da parte del cervello è continua e riuscire a trattenerne qualcuna e metterla in ordine insieme alle altre dà alla fine una soddisfazione anche fisica.

La passione per la scrittura è più un dono o una maledizione?

Anche per quanto ho detto prima credo che sia un dono, una maledizione no, assolutamente. Chi scrive cerca di condividere un po’ della sua anima e perciò vuole rendere partecipi i lettori di essa. Riuscirci, per me, è lo scopo della scrittura e della poesia.

Per info sull’autore http://lupieditore.it/diego-caiazzo/

Per l’acquisto della silloge La via Lattea

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