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Buongiorno amici lettori,

oggi risponde a bruciapelo il nostro amico Roberto Ferraresi recensito recentemente per il suo “Snipers” edito da NPE edizioni!

Un luogo, una melodia, un momento della giornata, una persona: chi è la tua musa?

Un po’ di tutte queste cose, nei vari libri, a parte Snipers che è una creazione totalmente al di fuori del mio stile, la musica è molto importante, ci sono scene e situazioni creati proprio seguendo una canzone, una musica. Per quando riguarda le persone, certo, il romanzo che sto scrivendo è ispirato dalla mia attuale compagna, il personaggio femminile è proprio lei, Snipers invece è una situazione più complicata, in effetti Snipers è una storia d’amore, una storia sulla mancanza di comunicazione che porta alla rottura di relazioni anche se il sentimento persiste, penso che avessi realizzato la fine della mia storia con la ex, storia durata 16 anni e l’ho elaborata tramite Snipers per poi rinchiuderla su carta.

Cosa provi fisicamente durante il processo creativo, dal momento in cui nasce l’idea, al momento della stesura?

Istintivamente ansia, fretta di trascrivere quell’idea balzata nel mio cervello bacato, però dopo molte volte che, preso dalla fretta, ho iniziato a scrivere e poi, esaurita la febbre creativa, ho abbandonato, adesso cerco di memorizzare il nascituro, farlo crescere e arrivare all’epilogo prima di iniziare a scrivere. L’idea almeno deve essere formata, deve avere un inizio, uno svolgimento ed una fine. La maggior parte delle volte ci sono solo inizio e fine e l’idea si arena. Curiosità riguardante il mio carattere e la mia posizione astrale, essendo sagittario, ho una particolarità in comune con quelli del mio segno, l’idea nasce, diventa idea fissa, una febbre, una monomania, non dico che vivo solo per quello ma è il mio pensiero principale, arrivato alla parola fine ammiro soddisfatto e dopo pochi minuti, quella che la mia idea fissa non m’interessa più, perciò ho un agente letterario che si occupa della promozione, metti pure che sono sfaticato…

La passione per la scrittura è più un dono o una maledizione?

Un esorcismo, cerco di imprigionare i miei demoni su carta, le mie paure, le ansie, specialmente Snipers è figlio della paura, è come se analizzassi quel sentimento di paura istintivo, lo elaborassi e poi lo richiudessi in una prigione di carta. (da cui non è detto che non evada)

Per informazioni su autore e acquisto libro http://www.edizioninpe.it/product/snipers/

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