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La LietoColle Edizioni presenta la silloge della giovane poetessa Chiara Alessandra Piscitelli dal titolo “Un bene palindromo”, sua seconda fatica, un’opera che nella scrittura e nelle argomentazioni trovo molto matura, delicata e intensa.

Ci troviamo di fronte ad una silloge divisa in tre blocchi di poesie brevi, in cui si nota una ricerca della parola attenta per esprimere al meglio il senso di ciò che la poetessa vuole trasmettere.

Alcuni elementi comuni come il pane, i ricordi, le mani sembrano cantati da una voce diretta ad un destinatario specifico: è evidente che la poetessa abbia un messaggio da trasmettere ad una persona o anche a tutti noi lettori. Sarebbe bello, quindi, poter ascoltare dalla sua stessa voce il canto che troviamo tra queste pagine.

La seconda parte contiene delle liriche che sembrano indirizzate a qualcuno che in realtà non c’è o non c’è mai stato; liriche che sfociano in un canto alla solitudine che hanno come traguardo noi stessi. Altre volte mi piace vederci dentro un sogno, o il raggiungimento nel sogno di qualcosa di auspicato. Mi piace pensare che siano delle liriche dedicate a qualcosa di irrealizzato, qualcosa che prima o poi capita nella vita di tutti, avvicinarsi a un’opera d’arte che ti emoziona e poi non afferrarla, rimanere sospesi nel ricordo di qualcosa che non si è mai compiuto.

La terza parte si intitola “Cambia la geografia” e si ha l’impressione che le geografie di cui parli la poetessa non siano soltanto luoghi fisici ma luoghi dell’anima, di mutamenti nello spirito dovuti ad esperienze di crescita, a cambiamenti di situazioni, a cambiamenti anche di rapporti. C’è sempre qualcuno che sembra appartenere ad un luogo irraggiungibile, qualcuno che ci ha abbandonato, o qualcuno che ha lasciato in sospeso qualcosa nella nostra vita. In esse è presente una nota di malinconia nel tono, nel canto e nella loro struttura. Ma è anche vero che si riesce a scorgere in esse una forza determinata da un periodo di crescita, come se dalla sofferenza nascesse una consapevolezza che si è tradotta in queste poesie. Parole che guariscono un animo che nel tempo ha subito mutamenti, delusioni.

Dalle poesie di Chiara Alessandra si ha l’impressione di trovarci di fronte ad una persona che aspetta delle risposte da qualcuno al di fuori di sé. E poi si capisce allo stesso tempo che queste stesse risposte si trovano dentro di sé. Quindi, questo bene palindromo è dato e ricevuto contemporaneamente; forse non è altro che una testimonianza della poetessa che attraverso la sua poesia fa dono di chi le ha permesso di provare delle emozioni, di riflettere su alcune sensazioni. Tutto come fosse un dono.

È una poesia che mi piacerebbe ascoltare letta proprio dall’autrice, l’unica persona a poter trasmettere il tono con cui le ho scritte, ma che comunque invito a leggere a tutti voi.

Per informazioni sull’autrice e acquisto del libro https://www.facebook.com/chiaraalessandrapiscitelli/

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