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Cari amici,

dopo una pausa imprevista ritorniamo con le nostre interviste a bruciapelo! Quest’oggi è il turno di Loriana Lucciarini, autrice di “Una felicità leggera leggera” edito da Le Mezzelane Casa Editrice.

Un luogo, una melodia, un momento della giornata, una persona: chi è la tua musa?

La mia musa è la vita, che arriva a me in varie forme.
Può essere un’immagine, una musica, un gesto, uno sguardo, una domanda, un’ipotesi.
Può arrivare in momenti inaspettati (e allora vai di appunti e memo vocali…), oppure quando c’è la quiete giusta per generare nuove storie.
Sempre più spesso è l’immagine quasi cinematografica della scena finale, da cui parto per costruire, in un viaggio a ritroso quasi come a ricomporre puzzle, l’intera storia…

Cosa provi fisicamente durante il processo creativo, dal momento in cui nasce l’idea, al momento della stesura?

“Fermento”, ecco la parola giusta. Una sorta di caos creativo che mi coinvolge totalmente, che monopolizza emozioni e pensieri. Perché la storia va costruita elaborandola ma anche “ascoltando” i personaggi che si delineano, lentamente, anche nella mia testa. E qui c’è il pensare e ripensare, lo scartare, lo scegliere il plausibile, l’incastro di trama perfetto per quei personaggi. Un arrovellamento continuo.
Ma, appunto, è anche “Ascolto”: perché spesso i protagonisti delle mie storie si impongono a ciò che decido per loro, evolvono, crescono e mi bistrattano: da scrittrice mi trasformo a semplice strumento narrativo. E lì non ho scelta: devo raccogliere ciò che mi dicono e tessere le loro vicende sulla carta, nel modo migliore per far splendere la storia. Non è facile ed è anche frustrante dover rivedere e cambiare trama e situazioni, perché i personaggi si ribellano, decidono di andare da un’altra parte; ma li assecondo, perché so che altrimenti il romanzo stonerebbe, suonerebbe falso, irreale.
Questo processo è più intenso al momento di definire le vicende ma poi  prosegue, aumentando l’intensità emozionale, nel momento della scrittura. Si conclude quando il romanzo va stampa e io mi predispongo mentalmente a non considerarlo più solo mio, lasciando liberi i personaggi di prendere vita attraverso i lettori.

La passione per la scrittura è più un dono o una maledizione?

Certamente è un dono, non l’ho mai vissuta come una maledizione.
È la modalità che preferisco per comunicare. È da sempre la mia cura, è il modo in cui riesco a scendere dentro la mia anima, a scavare per trovare emozioni perdute, a mettermi a nudo.
La scrittura infrange la mia timidezza, mi porta a creare ponti con gli altri, a generare emozioni attraverso il mio lavoro.
La scrittura è interpretare vite altrui, scendendo nell’anima e nell’esistenza degli altri e muoversi nei loro mondi fantastici.
E, anche quando sono travolta dalla fase creativa, con poco tempo a disposizione e mille idee che frullano nella mente, non ho mai vissuto tutto questo come una maledizione perché scrivere per me è vita, emozione, passione. Quella parte di me che amo profondamente e in cui io mi rispecchio, sempre.

Pagina autrice nel sito Le Mezzelane
http://www.lemezzelane.altervista.org/loriana-lucciarini.html

Link acquisto
http://www.lemezzelane.altervista.org/negozio/index.php?id_product=42&controller=product

https://www.ibs.it/felicita-leggera-leggera-libro-loriana-lucciarini/e/9788899964702

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