camminatrice

Carissimi amici,

oggi abbiamo il piacere di ospitare per la nostra intervista a bruciapelo Fabio Falugiani, autore di “Celeste imperfetto”, edito da Le Mezzelane Casa Editrice.

Un luogo, una melodia, un momento della giornata, una persona: chi è la tua musa?

La mia casa essenzialmente, ma in quanto rifugio dal ‘vissuto fuori’, come fossi una spugna che si imbeve quando sta in mezzo alla gente, e si strizza nel proprio studio davanti a un caffè bollente.
Il pianoforte è solo il mezzo, l’antagonista, il cavallo che corre, ma poi sono Bach, Mozart, Beethoven, Chopin che mi portano in luoghi che, da solo, non saprei trovare.
Resta una persona sempre e comunque la fonte principale d’ispirazione, perché solo alle persone si può e si deve render conto. Può essere chiunque e in qualunque gesto.
Tutto queste cose sono  la mia musa ispiratrice, senza ordine né scaletta, in qualunque ora, col sole o con la pioggia, col buio e con la luce. Non c’è premeditazione, tutto arriva all’improvviso e allo stesso modo se ne va, senza chiedere il permesso, senza salutare.

Cosa provi fisicamente durante il processo creativo, dal momento in cui nasce l’idea, al momento della stesura?

È qualcosa di fisico, adrenalina, emozione. Parte dal basso, sempre, dallo stomaco e poi sale fino alla testa. Non è una sbornia, ma le si accosta bene come sensazione. Dovunque accada devo ascoltarmi, anche a voce alta, da solo, e poi trascrivere per non perdere il pensiero che non torna mai identico a se stesso. Prevale una leggerezza accompagnata a una distrazione devastante; durante il processo creativo potrei entrare in bocca a un elefante senza accorgermene!

La passione per la scrittura è più un dono o una maledizione?

Assolutamente un dono. Non ci vedo niente di maledetto, non ce l’ho mai visto e credo sia solo una storia per dar sfogo a certe esuberanti dimostrazioni del proprio ego di tanti scrittori e poeti. Scrivere è l’arte di raccontarsi, può essere uno sfogo, mai una maledizione, è un atto di conoscenza, un passo verso l’interiore che solo la musica può superare in certe altezze. Si scrive spesso col dolore, con la rabbia, anche con una livida tristezza, ma raccontare sulla pagina resta un dono di Dio, in qualunque forma possibile tu concepisca la parola Dio.

Per info sull’autore e acquisto libro http://www.lemezzelane.altervista.org/fabio-falugiani.html

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