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Giovanissima autrice campana, Anemone Ledger ha già le idee chiare riguardo il suo stile di scrittura e il genere che vuole usare per raccontare le sue storie, esorcizzare le sue paure.

L’insana improvvisazione di Elia Vettorel” è una prima prova interessante.  Prima pubblicazione mediante casa editrice (Elison Publishing, 2017), il libro di Anemone mi ha ricordato sin dalle prime pagine le atmosfere di alcuni testi di grande successo, come “Il profumo” di Patrick Süskind, oppure “L’uomo che dipingeva con i coltelli” di Marco Mazzanti. Un’affinità che riscontro soprattutto riguardo i protagonisti: anche Elia sembra essere condannato ad una vita di dolore, violenze e sofferenza solo perché, a causa del suo aspetto fisico, rappresenta un freak della natura, uno scherzo. Mi sono lasciata quindi avvolgere da questa atmosfera di inquietudine e di condanna, qualcosa che avevo già sperimentato, ma la lettura mi ha incuriosita.

La storia che troviamo tra queste pagine è abbastanza contorta; un andare avanti e indietro tra le cose che accadono al protagonista nel presente in cui lui parla ad uno psicologo; il passaggio poi al piano dei ricordi di quando egli era piccolo e viveva nell’orfanotrofio, fino al momento in cui si ricongiunge con sua madre e mette in ordine tutti i tasselli.

Le voci narranti subiscono delle modifiche, a volte anche la madre diventa voce.  In un primo momento la narrazione è lineare e si lascia seguire facilmente; in un secondo momento diventa tutto un po’ più complicato, e forse anche un po’ impegnativo da seguire. I tormenti del protagonista trovano motivazione in ragioni altrettanto tormentate e complicate. E questo forse si traduce in una narrazione un po’ contorta per il lettore.

L’atmosfera descritta è inquietante e l’inquietudine del personaggio principale si evince anche da questo. Tutto il libro ne è avvolto. È qualcosa di funzionale e voluto da Anemone, così come credo che fosse suo desiderio e intento quello di creare una scrittura quasi cinematografica, di dare al libro un andamento da film: lo si riesce facilmente ad immaginare seguendo le descrizioni e i cambi di scena.

Trovo, tuttavia, che la lunghezza e l’enfasi usate, a volte, risultino eccessive. Non dico che è sbagliato, probabilmente è intenzionale, ma il libro diventa una lettura dolorosa. Ci sono diverse scene caricate di descrizioni nei minimi particolari e viene messo continuo risalto nel descrivere i movimenti e i pensieri dei personaggi. E i colpi di scena, in realtà. non aggiungono nulla che possa stupire il lettore.

Anemone ha solo diciotto anni ma la sua scrittura già promette una buona base di crescita, ha tanto da dire e ha talento sufficiente a farci intravvedere un futuro di autrice credibile e brillante; il genere che lei predilige è in linea con le sue corde, con la sua scrittura. Ho notato, però, dei cali in alcuni punti, ma credo sia dovuto anche ad un editing non troppo attento: la storia andava snellita e asciugata in diversi punti per rendere la lettura più facile senza togliere nulla all’atmosfera che la pervade.

Però è un libro che dimostra già del buon materiale su cui lavorare, e una penna che in futuro potrà regalarci opere sempre più interessanti.

Per info su Anemone Ledger https://www.facebook.com/anemoneledger/

Per acquisto del libro https://www.amazon.it/Linsana-improvvisazione-di-Elia-Vettorel/dp/8869751724

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