Risultati immagini per fiorella carcereriBentornati amici lettori.

Oggi risponde alla nostra intervista a bruciapelo Fiorella Carcereri, autrice della raccolta di racconti “Diari di donne in panchina” edito da Arpeggio libero editrice.

 

 

Un luogo, una melodia, un momento della giornata, una persona: chi è la tua musa?

Ho mille muse, nessuna musa. Quando scrivo, devo essere fisicamente a mio agio e, nella fattispecie, in un ambiente chiuso ma luminoso, silenzioso ma non tetro. Oppure, a seconda del tema che tratto, posso scegliere anche l’ombra di un albero secolare, la sponda di un lago di montagna… Ma guai se arriva un “umano” a interrompermi. Lo stesso vale per la musica. Non riesco a scrivere con sottofondi musicali, quello mai.

Cosa provi fisicamente durante il processo creativo, dal momento in cui nasce l’idea, al momento della stesura?

L’idea e la stesura nascono quasi in contemporanea, praticamente si sovrappongono e si intrecciano tra di loro. Non programmo i miei scritti, scrivo di getto lasciandomi guidare unicamente dal cuore. Scrivo finché la mano (non la tastiera) si ferma dolente. Poi smetto e posso riprendere dopo un minuto, un’ora o una settimana, dipende. Devo tornare ogni volta a sentire quell’impulso prepotente che mi ha dato l’input iniziale.

La passione per la scrittura è più un dono o una maledizione?

Per come la vedo io, la passione per la scrittura è un grande dono, nel senso che mi consente di riversare sul foglio ansie, rabbie, gioie, perplessità. La scrittura per me è liberatoria e terapeutica per l’autostima.

Per info sull’autrice http://www.arpeggiolibero.com/autori/manufacturers/fiorella-carcereri?tmpl=component e acquisto libro http://www.arpeggiolibero.com/lista-categorie/racconti/diari-di-donne-in-panchina.html

 

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