L'immagine può contenere: 1 persona, primo piano e spazio all'aperto

Cari amici lettori,

eccoci qui con un novo appuntamento a bruciapelo! Oggi tocca a Mechi Cena, autore de “Le femmine del babbuino” edito da Le Mezzelane Casa editrice.

Un luogo, una melodia, un momento della giornata, una persona: chi è la tua musa

Probabilmente tutte e tre, anche se non potrei dire “un”. Nel senso che ciò che mi stimola è la molteplicità. Guardo le persone, seguo le storie che mi incuriosiscono, ascolto, potrei dire letteralmente “rubo”, le parole degli altri, e ascolto il mondo intorno a me; cerco connessioni tra vicende lontane, fatti o racconti  senza collegamento e provo ad inventare qualcosa che li tenga insieme. Certe volte mi viene da pensare che è simile al lavoro che fa un DJ, e mi viene da sorridere. Apprezzo sempre i paradossi…

Cosa provi fisicamente durante il processo creativo, dal momento in cui nasce l’idea, al momento della stesura?

Mi sento come una specie di malato di atarassia per via dei pensieri che viaggiano velocissimi e mi disconnettono quasi del tutto dal mondo circostante. Poi una una specie di sentimento di resa, nel senso che devo arrendermi all’idea che le cose fatte da me saltano fuori in un modo particolare che non è detto che mi piaccia del tutto. Ad un certo punto ti devi arrendere a ciò che fanno le tue mani e la tua testa, ed è così che le fai e non in un modo migliore. Si dice che una volta  un critico d’arte domandò al pittore Jackson Pollock, maestro dell’informale che dipingeva facendo sgocciolare latte di colore sulla tela: “quando si accorge che un suo quadro è finito?”. Pollock rispose “quando è finito”. Ecco è una cosa del genere ciò che sento.

La passione per la scrittura è più un dono o una maledizione?

Questa è una domanda trabocchetto per me. Perché non credo di provare passione per la scrittura. In realtà non so cosa provo nei confronti del me stesso che scrive. Ho anche molto imbarazzo ad interrogarmi in merito. Diciamo che quando devo farlo, come in questo caso, sospendo il giudizio e concludo pensando che forse la scrittura è solo una cosa che mi accade. Vale in senso generale per tutto il mio agire creativo: quando componevo musica elettronica mi piaceva pensarmi più ad un ascoltatore insoddisfatto che ad un musicista. Forse scrivo solo perché mi piace trovare la storia che avrei voluto leggere. Beh, io avevo avvertito che adoro i paradossi…

Per notizie su autore http://lemezzelane.eu/testimonial-view/mechi-cena/

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