Salve amici,

ritorniamo oggi con una nuova intervista a bruciapelo! A rispondere oggi è Giuseppe Zanzarella, autore de Le Mezzelane Casa Editrice con la raccolta “La vita e così sia”.

Un luogo, una melodia, un momento della giornata, una persona: chi è la tua musa

E se fossero tutte e tre? Sì, è proprio così. Cos’è uno scrittore, anche se io tengo lontano da me questa epiteto, senza un suo tempo fisico, oppure soltanto mentale, quasi impercettibile? L’ispirazione la trovo nei luoghi che mi circondano, così come in una tazzina di caffè dimenticata nel lavandino, che mostra il residuo di un qualcosa, che prima è stato liquido. Questa è un’immagine che spiega la vita, un qualcosa che prima o poi si posa, da qualche parte, ma si posa. Mi ispira questo, ma anche gli occhi degli sconosciuti in un contesto in cui posso essere me stesso, un caffè senza quella musica assordante, in cui si percepisce l’altro, nel senso del termine. Mi ispirano i silenzi di chi ha un mondo da dire, eppure non trova le note in una società che va di fretta. I tramonti primaverili ed estivi, un camino acceso e l’odore di un prato dopo la pioggia. Lo sciabordio delle onde a sera, quelle dei pensieri.

Cosa provi fisicamente durante il processo creativo, dal momento in cui nasce l’idea, al momento della stesura?

Ciò che scrivo nasce il più delle volte da pensieri che si rincorrono nei giorni, magari sensazioni che mutano nel corso delle ore. Quasi mai so che devo scrivere, è come un rito non rito, in qualche modo sento che qualcosa potrebbe accadere da un minuto all’altro, e poi tutto prende qualche forma, magari una frase, magari un simil poesia, magari un racconto, da detestare il giorno dopo, magari l’inizio di un qualcosa che è molto più di un inchiostro che macchia la linearità di un foglio bianco. E del resto anche del vino che inavvertitamente cade su un pezzo di carta è un tipo di alterazione di qualcosa. Ciò che scrivo ha lo stesso effetto in me, va ad alterare qualcosa,  a cambiare la disposizione dei mobili in salotto, oppure il colore dei muri.

La passione per la scrittura è più un dono o una maledizione?

A questa domanda ognuno risponde in un senso che si pone a metà strada tra le due vie, e in effetti dipende, perché la scrittura per me si pone proprio al centro di un grande incrocio, e mi fa andare in un senso o nell’altro. E quindi alle volte è proprio un sollievo, altre una maledizione, soprattutto quando le parole non esprimono appieno le sensazioni e quindi sono inesatte, perse in un cielo che non sa tenerle assieme. La scrittura è un sentiero, in cui mi ci perdo molto volentieri, è come entrare in un altro contesto, è parola nei giorni di solitudine e silenzi.

Per info sull’autore http://lemezzelane.eu/testimonial-view/giuseppe-zanzarelli/

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