L'immagine può contenere: una o più persone e primo pianoBuongiorno amici lettori,
bentrovati in questo nuovo appuntamento delle interviste a bruciapelo.
Oggi risponde Giorgia Bianchin, autrice di “Analfabetismo sentimentale”, pubblicato da Le Mezzelane Casa Editrice nella collana Live & Love.

 

Un luogo, una melodia, un momento della giornata, una persona: chi è la tua musa?

Non saprei dire chi possa essere la mia musa, di sicuro la musica è parte fondamentale della mia vita, credo però che cosa fondamentale, dunque ciò che definisco la vera musa, sia la mia malinconia. Detta legge sul mio stato d’animo e di conseguenza detta le parole.

Cosa provi fisicamente durante il processo creativo, dal momento in cui nasce l’idea, al momento della stesura?

L’idea è la parte più difficile del tutto ed è frustrante averne molte come non averne nessuna. Ovviamente trovata l’idea che reputo vincente si passa alla fatica fisica, quella che ti indispone, quella che ti distrugge quando vorresti continuare. Scrivere è faticoso e chi dice il contrario mente.

La passione per la scrittura è più un dono o una maledizione?

Credo sia una maledizione perché è una necessità a cui non posso sottrarmi, ma spesso, soprattutto nei periodi di crisi creativa, diventa una necessità a cui non voglio sottrarmi.

Per info sull’autrice http://lemezzelane.eu/testimonial-view/giorgia-bianchin/

Disponibile in ebook (Euro 2,99) e in versione cartacea (Euro 7,90) sul nostro store, in tutte le librerie e nei negozi online.

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