Tag

, , , ,

La solitudine delle parole di un esordiente sta tutta nella pila di libri accatastata sotto strati di polvere, mentre il tempo passa, il titolo sbiadisce e si resta afoni all’udito del mondo.

Esordiente destinato a non emergere mai.

Diciamoci la verità. Amici artisti. Scrittori, poeti, musicisti, illustratori. Artisti del sottobosco, insomma.

Quello che segue non è un testo polemico, ma una constatazione di fatto.

Diciamoci la verità, appunto.

Supponiamo che ci viene dato un budget limitato di 20 euro e possiamo acquistare solo una cosa tra un’opera di un amico e quella di un personaggio già affermato, famoso. Quanti di voi, quanti di noi opterebbero onestamente e senza esitazione verso l’opera dell’amico?

No, il mio non è un post polemico, è che noto questa tendenza a voltare lo sguardo da un’altra parte quando si tratta di sostenere un amico o conoscente nel momento in cui pubblica la sua opera d’arte (libro, disco, quadro), perché in qualche modo si spera sempre che ce la regali, come se il suo lavoro fosse uno “sfizio”.

Non si comprende che quel non-gesto è una mancanza di supporto che potrebbe rivelarsi importante; che quella indifferenza è in verità mancanza di rispetto.

Oddio, se l’opera non merita, a un amico si può anche esprimere in modo delicato il nostro punto di vista, una critica che lo aiuta di sicuro a migliorare. Ma la mancanza di supporto è come dire che non crediamo in quel lavoro. E questo fa un po’ male. Il silenzio fa male.

Io onestamente cerco sempre di supportare i miei amici artisti perché, al di là di tutto, conosco il sudore che c’è dietro la realizzazione di quel lavoro, oltre a sapere quanto essi ci credano. E so, purtroppo, cosa si cela nella speranza disattesa di non arrivare alla gente nonostante i tentativi.

Certo, mi delude non ricevere altrettanto supporto. Ma lo capisco. Capita anche a me a volte di esitare e tentennare quando devo spendere il mio budget limitato.

No, questo non è un post polemico, è solo la mia opinione, una constatazione di fatto, ripeto. E se vogliamo, possiamo allargare il raggio d’azione a tutte le professioni, perché anche un libero professionista quando viene consultato da un conoscente non viene mai trattato senza tentennamenti o con una certa superficialità.

Come se fosse più facile dare fiducia a uno sconosciuto che non a una persona con cui siamo cresciuti.Come se fosse più facile pagare il prezzo pieno a uno sconosciuto con cui abbiamo solo un rapporto di lavoro che non al conoscente/parente/amico professionista, dal quale ci aspettiamo uno sconto o che fallisca nel suo preventivo, perché quest’ultimo chissà perché, ci si convince che, nel caso del rapporto di parentela o amicizia fatichi di meno.

Forse non sarete d’accordo, ma questo è quello che io vedo accadermi intorno, quello che vedo accadere alle persone che conosco (amici artisti e liberi professionisti). Mi piacerebbe davvero essere smentita dalla realtà dei fatti.

Chi vuole commentare, può farlo senza problemi. Questo è un luogo di libera condivisione. E, pensate un po’, si può occupare spazio senza pagare.